Dopo un inizio come fotografo e montatore, a cui fa seguito una lunga esperienza in veste di freelance per le più importanti società di Roma, si mette in proprio occupandosi stabilmente anche di produzione e regia. È collaboratore al montaggio e responsabile della post produzione di Craj di Davide Marengo, premiato con il Premio “Lino Miccichè” per la miglior opera prima alla Mostra del Cinema di Venezia del 2005.

Ha diretto la post-produzione del primo “rockumentary” italiano, Dall’altra parte della Luna, racconto per musica e immagini sul gruppo dei Negramaro presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2007. Ha prodotto e girato numerosi film documentari, tra cui Pablo, vite di un poeta di Dario Baldi (AFI Film Festival di Los Angeles 2005 e Montreal Film Festival 2006) e L’altro Messico – Il ritorno del Subcomandante Marcos (2007) di Francesca Nava, uscito in dvd con “Liberazione” e i cui ricavi sono stati devoluti al 50% alle comunità zapatiste.

Produttore e coautore di Zero – Inchiesta sull’11 settembre, in concorso al Festival Internazionale del Cinema di Roma 2007, sezione Cult, e distribuito in più di venti paesi con un pubblico di quasi 50 milioni di persone nel mondo. Nel 2008 è al Festival di Locarno con Sognavo le nuvole colorate di Mario Balsamo. Nel 2009 produce e dirige Sangue e Cemento, il primo documentario sul terremoto in Abruzzo, uscito con 55 mila copie in dvd e candidato ai Nastri d’Argento come Miglior Documentario. Nel 2011 produce, con il contributo di Piemonte Film Commission, La sindrome dei monelli di Alberto Coletta.

Infine, come regista e scrittore, nel 2014 ha completato il documentario Un altro mondo. Il film è stato presentato al RIFF – Rome Independent Film Festival, al Phoenix Film Festival e numerosi altri festival, ottenendo ottimi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico. Selezione Ufficiale al’Ischia Film Festival, Ariano Film Festival e al Voices from the Waters International Traveling Film Festival (Bangalore India). Il film ha vinto il Clorofilla Film Festival di Legambiente come “Miglior Documentario del 2014”. Recentemente ha vinto due premi alla BICC Ronda 2014 – Bienal Internacional del Cine Científico dell’Associazione Spagnola per il Cinema Scientifico – ASECIC, (Spagna): Premio del Pubblico “Diplomi ASECIC / BICC 2014” e il “Trofeo ASECIC Guillermo F. Zúñiga” alla miglior opera scientifica e tecnologica.

Da poco ha terminato come regista e autore: Food Relovution: tutto ciò che mangi ha una conseguenza (prima si chiamava Serial Killers: Inconsapevoli Consumatori), che esamina i costi reali della cultura della carne, per quanto riguarda l’impatto ambientale, la salute umana, la fame nel mondo e gli abusi sugli animali.

Attualmente sta lavorando a un progetto che si chiama Mater Lagunae – Il racconto di una Regina fragile, un film documentario che si propone di presentare al pubblico tramite immagini raffinate e spettacolari la bellezza e la rovina di Venezia. Scritto insieme a Sebastiano Vianello e Alberto Toso Fei e prodotto da Lucio Scarpa – Kublai Film.

Roberto Ostinelli è un medico internista, laureato in medicina nel 2002 a Berna, proprietario di uno studio medico dove esercita l'attività di medico di famiglia dal 2008.

Dopo gli studi accademici e l'ottenimento del titolo di specialità, continua i suoi studi in fisica quantistica e medicina integrativa bioenergetica, che gli hanno permesso di portare alla gente nuove chances terapeutiche ed essere così noto in Canton Ticino per la sua visione olistica e l'approccio multimodale per la cura dei sintomi e disturbi dei suoi pazienti.

È un medico dall'elevata sensibilità, ed abile a sfruttare le sue doti comunicative per favorire i processi di guarigione, adottando uno stile tutto suo che permette un empowerment naturale del paziente. Grazie agli studi sulla mente, dapprima praticando ipnosi regressiva, e in un secondo momento imparando la tecnica di emodeling dal suo ideatore Giorgio del Sole, è riuscito a implementare il suo metodo QRE, che permette di portare nuove consapevolezze nelle persone ed aiutare a risolvere a vari livelli i loro disturbi fisici, emotivi, esistenziali e spingere le persone alla propria realizzazione per sperimentare il reale benessere e felicità. 

Roberto Ostinelli è il promotore e ideatore del congresso Love4Life, e grazie ai contatti maturati nella sua carriera soprattutto in questi ultimi anni, è riuscito a portare al congresso di Lugano relatori di elevata caratura, persone altamente sensibili, e impegnate individualmente a contribuire a diffondere una nuova presa di coscienza nell'umanità. Lo scopo comune è quello di permettere ed integrare nella società nuovi paradigmi di vita a differenti livelli, che favoriranno un'evoluzione del pensiero e delle opere dell'uomo. 

La missione del WWF: porre un freno alla distruzione dell’ambiente in tutto il mondo e costruire un futuro in cui uomo e natura possano vivere in armonia.

Gli obiettivi del WWF

Per compiere la propria missione, il WWF si adopera al fine di preservare la biodiversità in tutto il mondo e lotta affinché l'utilizzo delle risorse naturali sia ridimensionato a un livello sostenibile.

Così lavora il WWF

Per raggiungere i propri obiettivi, il WWF opera su quattro fronti: sul campo, con le aziende, in politica e con la popolazione.

 

Modalità di misurazione delle prestazioni del WWF

Il WWF misura le proprie prestazioni non solo a livello degli obiettivi strategici, ma anche a livello di progetto. Perché solo un lavoro mirato nell'ambito dei vari progetti consente di raggiungere gli obiettivi stabiliti.
 
WWF Svizzera italiana
Casella postale 2799
6501 Bellinzona
Tel 0041 91 820 60 00
wwf-si.ch

Da oltre dodici anni si dedica principalmente alla regia e produzione di documentari. Il suo lavoro l’ha portato a raccontare di minatori sulle Ande boliviane, di rifugiati iracheni a Istanbul, di giovani musulmani a Milano, di piccole schiave invisibili in Perù, di progetti di ricostruzione nelle isole Andamane colpite dallo tsunami e a L’Aquila dopo il terremoto. 

Dal 2005 è titolare della casa di produzione Settembre Film, specializzata nel documentario sociale e nella comunicazione al servizio del no-profit. Nel 2011 è stato selezionato per il programma di formazione per professionisti del documentario ESoDoc.
Stefano da tempo si interroga a livello personale e attraverso il suo lavoro su tematiche come lo sviluppo, le dinamiche socio-economiche globali, l’impatto della cultura umana sull’ambiente, e questo l’ha portato nel 2010 ad incrociare i cammini di Andrea e Lorenzo, che cercavano compagni di avventura per dare forma ad una nuova idea...di qui è nato “Presi per il Pil”.

 

Presi per il PIL   -   www.presiperilpil.org

Il dogma del PIL domina in modo assoluto sui media, in politica, nell’opinione pubblica. Sviluppo uguale crescita. E la crescita non può che essere l’aumento del Prodotto Interno Lordo. Ma sono in tanti a non essere d’accordo. Non solo economisti, studiosi e opinion-maker che nel film spiegano in modo semplice come il PIL abbia colonizzato il discorso politico ed economico, ma anche tante persone comuni che tentano nella loro vita quotidiana di liberarsi da questo assunto ideologico, adottando pratiche alternative. Persone che hanno scelto di vivere senza più inseguire il mito della crescita infinita imposto dal sistema. Che hanno scelto, ognuno nel suo ambito e a suo modo, di mettere in pratica nel quotidiano la teoria della decrescita. Questo film è un viaggio lungo l’Italia alla scoperta di alcune di queste storie. 

Quella degli abitanti di Pescomaggiore, un piccolo paese vicino a L’Aquila, che con l’aiuto di tanti volontari da altre parti d’Italia e dall’estero costruisco da zero un eco-villaggio seguendo i metodi della bioedilizia. Quella di Marta e Giorgio, che hanno deciso di vivere e lavorare con i loro figli in Valle Maira, alle porte di Cuneo, allevando capre e producendo formaggi. C’è la storia di Roberto, altro coraggioso “decrescista” che, dopo essersi dimesso da avvocato, ha optato per un part-time e con la sua famiglia è tornato al proprio paese d’origine, in provincia di Cagliari, dove si autoproduce la maggior parte di ciò che a lui, sua moglie e suo figlio serve per vivere. E infine quella del circolo torinese del Movimento per la Decrescita Felice, che con le sue numerose attività non solo sensibilizza sempre più persone verso certe tematiche, ma dimostra che è possibile vivere la decrescita anche se si vive in una grande città. Quattro storie sorprendenti ed emblematiche che ci aiuteranno a capire meglio cosa siano in pratica questa famigerata “decrescita” e il desiderio di liberarsi dal dogma del PIL, e cominciare a immaginare un mondo più giusto, iniziando dalle nostre vite. 

Narratore della storia è Andrea, giornalista free-lance che da anni si occupa di ambiente e, appunto, di decrescita. Un giorno, mentre sta facendo qualche ricerca sul progetto “Coltiviamo il sole”, interessante esperienza su cui sta scrivendo un articolo, decide di andare a partecipare a una riunione dell’associazione che ha ideato questa iniziativa. Lì incontra Giorgio, interessato all’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della propria stalla per autoconsumo, e da quel momento Andrea inizia a seguire sempre più da vicino le quattro storie secondo lui più utili per imparare ad emanciparsi da una vita dedicata alla crescita dei consumi e, quindi, del proprio stress. 

Andrea percorrerà un viaggio fisico e soprattutto interiore, in cui grazie alle esperienze di questi veri e propri pionieri della decrescita felice ci si potrà rendere conto che vivere senza essere schiavi dei soldi e della crescita del PIL nazionale, oltre ad essere sempre più consigliabile in un momento in cui la crisi economica e sociale in corso si stano mostrando irreparabili, non è affatto per pochi eletti, anzi. E soprattutto, non è poi così difficile da trasformare in realtà. 

 

Scheda tecnica Presi per il PIL

Italia, 2014, 65 min.
Lingua: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano
Produzione: Settembre Film
Soggetto: Lorenzo Fioramonti
Sceneggiatura: Andrea Bertaglio, Stefano Cavallotto, Lorenzo Fioramonti
Regia: Stefano Cavallotto
Fotografia: Stefano Cavallotto
Montaggio: Stefano Cavallotto con il contributo di Roberto Allegro
Animazioni e color grading: Roberto Allegro
Musiche originali: Fluon, Yo yo Mundi
Con: Andrea Bertaglio, Giorgio Alifredi, Marta Canuto, Isabella Tomassi, Dario D’Alessandro, Filippo Tronca, Claudia Comencini, Roberto Spano, Rossana Mele, Jean-Louis Aillon.

 

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Formazione
Nel 1993 consegue una Laurea in Economia politica presso l'Università di Zurigo e nel 1996 un Master in Econometrics & Mathematical Economics presso la London School of Economics.

Esperienze professionali
Dal 2001 è docente e presso il DSAS della SUPSI e attualmente è responsabile dell'Indirizzo in Banca e Finanza per il Bachelor in Economia aziendale. Vanta esperienze professionali in ambito bancario con la BSI SA e con la Banca Alternativa Svizzera. Ha insegnato presso il Centro di Studi Bancari di Vezia.