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La regione artica, cinque giovani e una missione: il Swiss Arctic Project cerca partecipanti per un’indimenticabile spedizione scientifica

 

 

articolo di Daniel Krähenbühl su 20minuti

ZURIGO - Incantevoli fiordi, immensi ghiacciai e il sole che non tramonta mai. Ma anche gelidi venti e violente tempeste sul mare artico. Sono questi gli ingredienti dell’esperienza che la prossima estate vivranno cinque giovani svizzeri che saranno selezionati per lo Swiss Arctic Project.

Una spedizione a due passi dal Polo Nord a bordo della nave “MV San Gottardo” che Charles Michel, responsabile del progetto, racconta con entusiasmo: «Lassù sei estremamente vicino alla natura. È una sensazione incredibile». E parla di balene che giocano con le onde, delle renne con i loro piccoli e dei trichechi che prendono il sole.

Testimoni del cambiamento climatico - Lo Swiss Arctic Project non è tuttavia un viaggio pensato per turisti: si tratta di una spedizione scientifica volta ad aumentare la consapevolezza della popolazione svizzera sulla questione del cambiamento climatico. Un fenomeno, questo, che è particolarmente visibile soprattutto nella regione artica. «I nostri figli dovranno convivere con le conseguenze del riscaldamento globale e saranno costretti a cercare delle soluzioni» sottolinea il responsabile.

Charles Michel ha lavorato per oltre trent’anni per la televisione svizzera ed è stato attivo in tutto il mondo. Ed è nel corso della sua lunga esperienza che ha potuto vedere con i suoi occhi gli effetti del cambiamento climatico. Effetti che comunque sono visibili anche in Svizzera: soltanto lo scorso anno nelle nostre montagne sono infatti andati persi ben 1,5 miliardi di metri cubi di ghiacciai.

Ora è dunque fondamentale affrontare la questione. E lo Swiss Arctic Project sta pertanto cercando cinque giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni interessati ad approfondire il tema del cambiamento climatico, fornendo una documentazione scientifica direttamente dalla regione artica. Ma ricordate: il viaggio sarà una vera e propria avventura, in cui i partecipanti saranno alle prese con temperature sotto lo zero, orsi polari e acque gelide. Insomma, sarà una sfida.

Il messaggio passa dai social media - «Durante la spedizione sarà allestito lo Students Climate Report 2018» spiega Michel. I partecipanti avranno il compito di raccogliere dati e informazioni sul cambiamento climatico, come pure di intervistare politici, parti interessate e ricercatori sul posto. Ma si parla anche e soprattutto di social media, che avranno un ruolo fondamentale nella diffusione delle informazioni (per poter partecipare al progetto è necessario raccogliere il maggior punteggio nella votazione online, vedi box più sotto). Il progetto prevede infatti che i membri della spedizione condividano l’esperienza con i loro conoscenti attraverso i social network, che sia Facebook, Twitter, Youtube, Instagram o un proprio blog.

Il padrino della spedizione sarà Konrad Steffen, uno dei più noti ricercatori svizzeri nell’ambito delle regioni polari, nonché direttore dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). A livello mondiale Steffen è conosciuto soprattutto per i suoi studi sugli effetti del cambiamento climatico. «I partecipanti - ci dice l’esperto - dovranno affrontare le questioni relative al cambiamento climatico e porsi le relative domande». Per Steffen il progetto con i social media è molto interessante, in quanto i giovani tendono ad ascoltare i coetanei piuttosto che seguire lunghe conferenze proposte dagli esperti. «Lo vedo anche con i miei figli» conclude.