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Greta Thunberg non ci sta - adulti e governati - non fate nulla!

Una ragazza Svedese di quindici anni, si è seduta, in sciopero, davanti al parlamento di Stoccolma per protesta. Greta Thunberg è rimasta a casa dalla scuola per chiedere maggiore attenzione sul problema dei cambiamenti climatici.

Greta Thunberg accusa governi e adulti di non fare assolutamente nulla di concreto per evitare il disastro climatico.

Greta durante il suo sciopero:
«Faccio sciopero. Lo faccio perché gli adulti stanno sputando sul mio futuro »

«Se i politici non fanno niente, è mia responsabilità morale fare qualcosa. E poi perché dovrei andare a scuola? I fatti non contano più. Se i politici non ascoltano gli scienziati, perché mai dovrei studiare?».

«Più imparavo sulla questione e più pensavo: se la situazione è così grave perché non dedichiamo tutto il nostro tempo a parlarne e cercare di risolverla?».

«Non mi interessa nulla se avrò problemi a scuola. Credo che ogni persona possa fare la differenza».

Un insegnante di Greta, il professore Benjamin Wagner, ha condiviso la sua protesta e ha affermato: «Tutti sanno e nessuno reagisce. Greta è una rompiscatole, ma in questi casi l’unica cosa ragionevole da fare è essere irragionevoli».

Greta Thunberg:
Canale youtube - Twitter - Instagram - Gruppo FB I'm with Greta Thunberg 
#FridaysForFuture - #climatestrike

Fonte:Il Cambiamento - Greta Thunberg presidente del consiglio, subito!
The Guardian - Greta sta scioperando davanti al parlamento di Stoccolma

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Per la ticinese Tessa Viglezio e gli altri quattro giovani svizzeri si è concluso lo Swiss Arctic Project. La spedizione ha alimentato la loro sensibilità ambientale

articolo di Patrick Stopper su 20minuti

LUGANO/LONGYEARBYEN - «Il mio futuro sarà orientato allo studio del cambiamento climatico». Sono le parole della ventunenne ticinese Tessa Viglezio al termine dello Swiss Arctic Project, la spedizione che nelle ultime tre settimane ha portato cinque giovani svizzeri alle norvegesi Isole Svalbard per renderli testimoni dell’ambiente che sta cambiando anche nelle regioni artiche. Un’avventura tra fiordi e ghiacciai che, a bordo della nave MV San Gottardo, li ha portati fino al 79esimo parallelo Nord (a un migliaio di chilometri dal polo). E che ha soprattutto alimentato in loro la consapevolezza sulla questione ambientale, stando a stretto contatto con la natura. «Quassù sei completamente solo in mezzo al nulla».

Oggi per Tessa e gli altri quattro giovani (Antoine Carron, Jasmin Huser, Joëlle Perreten e Janine Wetter) è dunque giunto il momento di rientrare a casa. Ma non senza aver messo in valigia la voglia di impegnarsi per salvaguardare l’ambiente che ci circonda. Questo vale anche per la ventunenne ticinese che il prossimo mese inizierà il suo ultimo anno di bachelor in biologia all’Università di Neuchâtel: «Mi ha colpito molto il fatto che i cambiamenti climatici dovuti all’attività degli esseri umani si facciano sentire anche all’artico» ci racconta durante il suo ultimo giorno di permanenza a Longyearbyen, spiegandoci che ora intende approfondire lo studio dell’influsso di questi cambiamenti sugli animali.

Con l’obiettivo di lanciare un messaggio a favore dell’ambiente, tutti e cinque i giovani hanno documentato il loro viaggio sui social network (il blog di Tessa lo trovate qui). «Quando avevo la possibilità di connettermi, ricevevo molti messaggi di apprezzamento» ci dice ancora Tessa. «Spero che con il mio racconto io sia riuscita a trasmettere alle gente quello che sta succedendo anche quassù nell’estremo nord».

  

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La ventunenne ticinese Tessa Viglezio ci racconta il cambiamento climatico dall’estremo nord della Norvegia

  

articolo di Patrick Stopper su 20minuti

LUGANO/LONGYEARBYEN - Fa caldo, molto caldo. E con l’aumento della temperatura media, per i nostri ghiacciai è sempre più difficile sopravvivere: si stanno ormai ritirando a vista d’occhio e resisteranno ancora per pochi decenni. Questo sta accadendo alle nostre latitudini. «Ma è un fenomeno che sta interessando tutto il pianeta, pure le regioni artiche» ci dice la ventunenne ticinese Tessa Viglezio, che da due settimane si trova - assieme ad altri quattro giovani provenienti dal resto della Svizzera - nelle norvegesi Isole Svalbard per lo Swiss Arctic Project. Infatti anche lassù, a soltanto un migliaio di chilometri dal Polo Nord, il cambiamento climatico si fa sentire.

Non c’è più il clima di una volta - «Pensavo di trovare un clima più freddo, invece le temperature si situano tra i cinque e gli otto gradi. Soltanto quando soffia il vento, si gela di più» ci racconta Tessa, descrivendo il primo impatto con la regione artica. E in effetti le temperature non sono più quelle di una volta, come conferma anche la gente del posto con cui hanno parlato i cinque giovani. «Dicono che gli inverni sono più corti e che fa più caldo». Un cambiamento, questo, che si percepisce anche a livello turistico. Una guida incontrata a Pyramiden, un insediamento russo abbandonato dove però è ancora attivo un piccolo hotel, constata infatti che i visitatori arrivano sempre più presto.

Dove c’era il ghiacciaio… ora c’è il mare - Alle Isole Svalbard i ghiacciai si mostrano ancora imponenti, «sono impressionanti», eppure non sono indenni al riscaldamento climatico. Tessa lo ha potuto constatare con i suoi occhi, in particolare quando con la nave MV San Gottardo la spedizione ha fatto tappa nel fiordo davanti alla lingua bianca del Nordenskiöldbreen: secondo la mappa, vecchia di soli tre anni, in quella posizione l’imbarcazione avrebbe infatti dovuto trovarsi nel mezzo del ghiaccio. Ma dal 1990 la distesa si è ritirata di oltre un chilometro. «Si prova una strana sensazione - afferma Tessa - perché si è convinti che nelle regioni artiche i ghiacciai siano conservati dal freddo». E invece si stanno sciogliendo.

Verso Ny-Alesund - Ora la spedizione Swiss Arctic Project sta proseguendo verso Ny-Alesund, nel nord delle Svalbard. Anche se negli scorsi giorni il viaggio è stato rallentato dal maltempo, con intense precipitazioni e mare mosso. «Nella trasferta dal ghiacciaio Esmarkbreen alla città fantasma di Pyramiden abbiamo dovuto fermarci in un fiordo a causa di una tempesta» racconta ancora la giovane ticinese. «Potevamo soltanto stare sdraiati, altrimenti ci veniva il mal di mare». È stato più facile per Charles Michel e sua moglie Doris, i responsabili del progetto, che sono abituati a tempeste ben più intense.

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Inizia oggi l’esperienza della ticinese Tessa Viglezio che fino al prossimo 5 agosto racconterà il cambiamento climatico direttamente dall’artico

articolo di PATRICK STOPPER su 20minuti

LUGANO - Vestiti caldi, macchina fotografica e tutta una serie di articoli scientifici sul permafrost. «La mia valigia è pronta» ci dice la ventunenne ticinese Tessa Viglezio, che oggi alle 9.40 decollerà dall’aeroporto di Zurigo per raggiungere - assieme ad altri quattro giovani provenienti dal resto della Svizzera - la località di Longyearbyen, nelle norvegesi isole Svalbard. È da lì che, a soli novecento chilometri dal Polo Nord, partirà quindi la loro spedizione a bordo della nave MV San Gottardo: fino al prossimo 5 agosto i cinque toccheranno con mano il cambiamento climatico e daranno il loro contributo alla sensibilità ecologica.

Sì, perché è questo l’obiettivo dello Swiss Arctic Project, per il quale sono stati selezionati: aumentare la consapevolezza delle persone sulla questione. In particolare lanciando un messaggio sui social network direttamente dal Polo Nord. «I nostri contributi saranno caricati sul web via satellite. Ognuno di noi ha scelto una persona di riferimento in Svizzera, che si occupa di aggiornare social e blog» ci spiega Tessa, che nelle prossime settimane farà dunque affidamento sull’aiuto di un’amica.

La ventunenne ticinese non si limiterà comunque al web. La sua esperienza sarà infatti seguita passo per passo anche da un videomaker, che realizzerà poi un documentario.

Seguite l’avventura di Tessa Viglezio su Facebook, Instagram (@tessaa10) e sul blog Get Ready Get Cold https://getreadygetcold.wordpress.com/