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Due mamme svedesi vogliono far rinunciare alla gente di volare per un anno

Due mamme svedesi hanno persuaso 10.000 persone a impegnarsi a non prendere alcun volo nel 2019. La loro iniziativa sui social media si chiama No-fly 2019 (Flygfritt 2019), punta a 100.000 promesse e ha chiesto ai partecipanti di pubblicare le loro ragioni per iscriversi. Maja Rosen e la sua vicina Lotta Hammar dicono di aver iniziato la campagna per mostrare ai politici ciò che deve essere fatto per fermare il cambiamento climatico. Le emissioni dirette da aviazione rappresentano circa il 3% delle emissioni totali di gas a effetto serra dell'UE, secondo la Commissione europea. E, dice, se l'aviazione globale fosse un paese, si classificherebbe tra i primi 10 emettitori.

Fonte: BBC News - Mamme contro inquinamento da voli in aereo

 

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Un rapporto governativo statunitense mette in guardia sulle perdite per l’economia a stelle e strisce e globale.

 

Il cambiamento climatico sta già colpendo l’economia statunitense e mondiale e, secondo un rapporto governativo pubblicato da Washington, le conseguenze negative non faranno che peggiorare se non verranno ridotte le emissioni di gas serra.

Lo studio, steso da 300 ricercatori su mandato del Congresso, stima a centinaia di miliardi di dollari le perdite per l’economia entro la fine del secolo.

Il testo sottolinea che senza sforzi incisivi per ridurre le emissioni di gas serra, già richiesti dalle Nazioni Unite nel corso della settimana, i mutamenti climatici avranno conseguenze sempre più negative su infrastrutture, beni e crescita economica.

Fonte: RSI 24 novembre 2018 - Andrea Ostinelli - AFP/AP/sf
 
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Greta Thunberg non ci sta - adulti e governati - non fate nulla!

Una ragazza Svedese di quindici anni, si è seduta, in sciopero, davanti al parlamento di Stoccolma per protesta. Greta Thunberg è rimasta a casa dalla scuola per chiedere maggiore attenzione sul problema dei cambiamenti climatici.

Greta Thunberg accusa governi e adulti di non fare assolutamente nulla di concreto per evitare il disastro climatico.

Greta durante il suo sciopero:
«Faccio sciopero. Lo faccio perché gli adulti stanno sputando sul mio futuro »

«Se i politici non fanno niente, è mia responsabilità morale fare qualcosa. E poi perché dovrei andare a scuola? I fatti non contano più. Se i politici non ascoltano gli scienziati, perché mai dovrei studiare?».

«Più imparavo sulla questione e più pensavo: se la situazione è così grave perché non dedichiamo tutto il nostro tempo a parlarne e cercare di risolverla?».

«Non mi interessa nulla se avrò problemi a scuola. Credo che ogni persona possa fare la differenza».

Un insegnante di Greta, il professore Benjamin Wagner, ha condiviso la sua protesta e ha affermato: «Tutti sanno e nessuno reagisce. Greta è una rompiscatole, ma in questi casi l’unica cosa ragionevole da fare è essere irragionevoli».

Greta Thunberg:
Canale youtube - Twitter - Instagram - Gruppo FB I'm with Greta Thunberg 
#FridaysForFuture - #climatestrike

Fonte:Il Cambiamento - Greta Thunberg presidente del consiglio, subito!
The Guardian - Greta sta scioperando davanti al parlamento di Stoccolma

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Per la ticinese Tessa Viglezio e gli altri quattro giovani svizzeri si è concluso lo Swiss Arctic Project. La spedizione ha alimentato la loro sensibilità ambientale

articolo di Patrick Stopper su 20minuti

LUGANO/LONGYEARBYEN - «Il mio futuro sarà orientato allo studio del cambiamento climatico». Sono le parole della ventunenne ticinese Tessa Viglezio al termine dello Swiss Arctic Project, la spedizione che nelle ultime tre settimane ha portato cinque giovani svizzeri alle norvegesi Isole Svalbard per renderli testimoni dell’ambiente che sta cambiando anche nelle regioni artiche. Un’avventura tra fiordi e ghiacciai che, a bordo della nave MV San Gottardo, li ha portati fino al 79esimo parallelo Nord (a un migliaio di chilometri dal polo). E che ha soprattutto alimentato in loro la consapevolezza sulla questione ambientale, stando a stretto contatto con la natura. «Quassù sei completamente solo in mezzo al nulla».

Oggi per Tessa e gli altri quattro giovani (Antoine Carron, Jasmin Huser, Joëlle Perreten e Janine Wetter) è dunque giunto il momento di rientrare a casa. Ma non senza aver messo in valigia la voglia di impegnarsi per salvaguardare l’ambiente che ci circonda. Questo vale anche per la ventunenne ticinese che il prossimo mese inizierà il suo ultimo anno di bachelor in biologia all’Università di Neuchâtel: «Mi ha colpito molto il fatto che i cambiamenti climatici dovuti all’attività degli esseri umani si facciano sentire anche all’artico» ci racconta durante il suo ultimo giorno di permanenza a Longyearbyen, spiegandoci che ora intende approfondire lo studio dell’influsso di questi cambiamenti sugli animali.

Con l’obiettivo di lanciare un messaggio a favore dell’ambiente, tutti e cinque i giovani hanno documentato il loro viaggio sui social network (il blog di Tessa lo trovate qui). «Quando avevo la possibilità di connettermi, ricevevo molti messaggi di apprezzamento» ci dice ancora Tessa. «Spero che con il mio racconto io sia riuscita a trasmettere alle gente quello che sta succedendo anche quassù nell’estremo nord».