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  • Due mamme svedesi vogliono far rinunciare alla gente di volare per un anno

    Due mamme svedesi hanno persuaso 10.000 persone a impegnarsi a non prendere alcun volo nel 2019. La loro iniziativa sui social media si chiama No-fly 2019 (Flygfritt 2019), punta a 100.000 promesse e ha chiesto ai partecipanti di pubblicare le loro ragioni per iscriversi. Maja Rosen e la sua vicina Lotta Hammar dicono di aver iniziato la campagna per mostrare ai politici ciò che deve essere fatto per fermare il cambiamento climatico. Le emissioni dirette da aviazione rappresentano circa il 3% delle emissioni totali di gas a effetto serra dell'UE, secondo la Commissione europea. E, dice, se l'aviazione globale fosse un paese, si classificherebbe tra i primi 10 emettitori.

    Fonte: BBC News - Mamme contro inquinamento da voli in aereo

     

  • Greta Thunberg non ci sta - adulti e governati - non fate nulla!

    Una ragazza Svedese di quindici anni, si è seduta, in sciopero, davanti al parlamento di Stoccolma per protesta. Greta Thunberg è rimasta a casa dalla scuola per chiedere maggiore attenzione sul problema dei cambiamenti climatici.

    Greta Thunberg accusa governi e adulti di non fare assolutamente nulla di concreto per evitare il disastro climatico.

    Greta durante il suo sciopero:
    «Faccio sciopero. Lo faccio perché gli adulti stanno sputando sul mio futuro »

    «Se i politici non fanno niente, è mia responsabilità morale fare qualcosa. E poi perché dovrei andare a scuola? I fatti non contano più. Se i politici non ascoltano gli scienziati, perché mai dovrei studiare?».

    «Più imparavo sulla questione e più pensavo: se la situazione è così grave perché non dedichiamo tutto il nostro tempo a parlarne e cercare di risolverla?».

    «Non mi interessa nulla se avrò problemi a scuola. Credo che ogni persona possa fare la differenza».

    Un insegnante di Greta, il professore Benjamin Wagner, ha condiviso la sua protesta e ha affermato: «Tutti sanno e nessuno reagisce. Greta è una rompiscatole, ma in questi casi l’unica cosa ragionevole da fare è essere irragionevoli».

    Greta Thunberg:
    Canale youtube - Twitter - Instagram - Gruppo FB I'm with Greta Thunberg 
    #FridaysForFuture - #climatestrike

    Fonte:Il Cambiamento - Greta Thunberg presidente del consiglio, subito!
    The Guardian - Greta sta scioperando davanti al parlamento di Stoccolma

  • Per la ticinese Tessa Viglezio e gli altri quattro giovani svizzeri si è concluso lo Swiss Arctic Project. La spedizione ha alimentato la loro sensibilità ambientale

    articolo di Patrick Stopper su 20minuti

    LUGANO/LONGYEARBYEN - «Il mio futuro sarà orientato allo studio del cambiamento climatico». Sono le parole della ventunenne ticinese Tessa Viglezio al termine dello Swiss Arctic Project, la spedizione che nelle ultime tre settimane ha portato cinque giovani svizzeri alle norvegesi Isole Svalbard per renderli testimoni dell’ambiente che sta cambiando anche nelle regioni artiche. Un’avventura tra fiordi e ghiacciai che, a bordo della nave MV San Gottardo, li ha portati fino al 79esimo parallelo Nord (a un migliaio di chilometri dal polo). E che ha soprattutto alimentato in loro la consapevolezza sulla questione ambientale, stando a stretto contatto con la natura. «Quassù sei completamente solo in mezzo al nulla».

    Oggi per Tessa e gli altri quattro giovani (Antoine Carron, Jasmin Huser, Joëlle Perreten e Janine Wetter) è dunque giunto il momento di rientrare a casa. Ma non senza aver messo in valigia la voglia di impegnarsi per salvaguardare l’ambiente che ci circonda. Questo vale anche per la ventunenne ticinese che il prossimo mese inizierà il suo ultimo anno di bachelor in biologia all’Università di Neuchâtel: «Mi ha colpito molto il fatto che i cambiamenti climatici dovuti all’attività degli esseri umani si facciano sentire anche all’artico» ci racconta durante il suo ultimo giorno di permanenza a Longyearbyen, spiegandoci che ora intende approfondire lo studio dell’influsso di questi cambiamenti sugli animali.

    Con l’obiettivo di lanciare un messaggio a favore dell’ambiente, tutti e cinque i giovani hanno documentato il loro viaggio sui social network (il blog di Tessa lo trovate qui). «Quando avevo la possibilità di connettermi, ricevevo molti messaggi di apprezzamento» ci dice ancora Tessa. «Spero che con il mio racconto io sia riuscita a trasmettere alle gente quello che sta succedendo anche quassù nell’estremo nord».

      

  • La ventunenne ticinese Tessa Viglezio ci racconta il cambiamento climatico dall’estremo nord della Norvegia

      

    articolo di Patrick Stopper su 20minuti

    LUGANO/LONGYEARBYEN - Fa caldo, molto caldo. E con l’aumento della temperatura media, per i nostri ghiacciai è sempre più difficile sopravvivere: si stanno ormai ritirando a vista d’occhio e resisteranno ancora per pochi decenni. Questo sta accadendo alle nostre latitudini. «Ma è un fenomeno che sta interessando tutto il pianeta, pure le regioni artiche» ci dice la ventunenne ticinese Tessa Viglezio, che da due settimane si trova - assieme ad altri quattro giovani provenienti dal resto della Svizzera - nelle norvegesi Isole Svalbard per lo Swiss Arctic Project. Infatti anche lassù, a soltanto un migliaio di chilometri dal Polo Nord, il cambiamento climatico si fa sentire.

    Non c’è più il clima di una volta - «Pensavo di trovare un clima più freddo, invece le temperature si situano tra i cinque e gli otto gradi. Soltanto quando soffia il vento, si gela di più» ci racconta Tessa, descrivendo il primo impatto con la regione artica. E in effetti le temperature non sono più quelle di una volta, come conferma anche la gente del posto con cui hanno parlato i cinque giovani. «Dicono che gli inverni sono più corti e che fa più caldo». Un cambiamento, questo, che si percepisce anche a livello turistico. Una guida incontrata a Pyramiden, un insediamento russo abbandonato dove però è ancora attivo un piccolo hotel, constata infatti che i visitatori arrivano sempre più presto.

    Dove c’era il ghiacciaio… ora c’è il mare - Alle Isole Svalbard i ghiacciai si mostrano ancora imponenti, «sono impressionanti», eppure non sono indenni al riscaldamento climatico. Tessa lo ha potuto constatare con i suoi occhi, in particolare quando con la nave MV San Gottardo la spedizione ha fatto tappa nel fiordo davanti alla lingua bianca del Nordenskiöldbreen: secondo la mappa, vecchia di soli tre anni, in quella posizione l’imbarcazione avrebbe infatti dovuto trovarsi nel mezzo del ghiaccio. Ma dal 1990 la distesa si è ritirata di oltre un chilometro. «Si prova una strana sensazione - afferma Tessa - perché si è convinti che nelle regioni artiche i ghiacciai siano conservati dal freddo». E invece si stanno sciogliendo.

    Verso Ny-Alesund - Ora la spedizione Swiss Arctic Project sta proseguendo verso Ny-Alesund, nel nord delle Svalbard. Anche se negli scorsi giorni il viaggio è stato rallentato dal maltempo, con intense precipitazioni e mare mosso. «Nella trasferta dal ghiacciaio Esmarkbreen alla città fantasma di Pyramiden abbiamo dovuto fermarci in un fiordo a causa di una tempesta» racconta ancora la giovane ticinese. «Potevamo soltanto stare sdraiati, altrimenti ci veniva il mal di mare». È stato più facile per Charles Michel e sua moglie Doris, i responsabili del progetto, che sono abituati a tempeste ben più intense.

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    Inizia oggi l’esperienza della ticinese Tessa Viglezio che fino al prossimo 5 agosto racconterà il cambiamento climatico direttamente dall’artico

    articolo di PATRICK STOPPER su 20minuti

    LUGANO - Vestiti caldi, macchina fotografica e tutta una serie di articoli scientifici sul permafrost. «La mia valigia è pronta» ci dice la ventunenne ticinese Tessa Viglezio, che oggi alle 9.40 decollerà dall’aeroporto di Zurigo per raggiungere - assieme ad altri quattro giovani provenienti dal resto della Svizzera - la località di Longyearbyen, nelle norvegesi isole Svalbard. È da lì che, a soli novecento chilometri dal Polo Nord, partirà quindi la loro spedizione a bordo della nave MV San Gottardo: fino al prossimo 5 agosto i cinque toccheranno con mano il cambiamento climatico e daranno il loro contributo alla sensibilità ecologica.

    Sì, perché è questo l’obiettivo dello Swiss Arctic Project, per il quale sono stati selezionati: aumentare la consapevolezza delle persone sulla questione. In particolare lanciando un messaggio sui social network direttamente dal Polo Nord. «I nostri contributi saranno caricati sul web via satellite. Ognuno di noi ha scelto una persona di riferimento in Svizzera, che si occupa di aggiornare social e blog» ci spiega Tessa, che nelle prossime settimane farà dunque affidamento sull’aiuto di un’amica.

    La ventunenne ticinese non si limiterà comunque al web. La sua esperienza sarà infatti seguita passo per passo anche da un videomaker, che realizzerà poi un documentario.

    Seguite l’avventura di Tessa Viglezio su Facebook, Instagram (@tessaa10) e sul blog Get Ready Get Cold https://getreadygetcold.wordpress.com/

     

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    La ventunenne che toccherà con mano il cambiamento climatico: «Spero di poter dare un contributo alla sensibilità ecologica»

     

    articolo di PATRICK STOPPER su 20minuti

    LUGANO - Tre settimane al Polo Nord per toccare con mano il cambiamento climatico e dare un contributo alla sensibilità ecologica, documentando l’esperienza sui social media. La ventunenne Tessa Viglezio di Lugano è una dei cinque giovani selezionati tra 380 candidati per lo Swiss Arctic Project che salperà con la nave "MV San Gottardo" il prossimo 16 luglio dalle norvegesi isole Svalbard, a soli novecento chilometri dal Polo. «Per me è un grandissimo onore essere la portavoce della Svizzera italiana in questo progetto» ci racconta emozionata Tessa, attualmente studentessa di biologia all’Università di Neuchâtel.

    Cosa ti ha spinto a candidarti?

    «Al termine dei miei studi mi piacerebbe diventare zoologa e concentrarmi in particolare sugli animali che subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici. Sono convinta che questa esperienza mi permetta di vedere concretamente quello che prevede questo tipo di professione».

    Personalmente come ti impegni a favore del clima?

    «Cerco di evitare lo spreco di acqua ed energia elettrica. Mi sposto a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. E negli acquisti scelgo prodotti a chilometro zero ed evito lo spreco di plastica».

    Sei cresciuta in Ticino e studi a Neuchâtel. Noti una differente sensibilità ecologica?

    «A casa in Ticino come pure a Neuchâtel evitiamo gli sprechi. Ma in generale vedo che in Romandia viene fatta più promozione a favore dell’ecologia».

    Pensi che ora la tua voce possa sensibilizzare maggiormente anche i ticinesi?

    «Lo spero di cuore! E spero anche che si parli di questo progetto».

     

    Gli altri giovani selezionati

    Antoine Carron, 19 anni, Fully (VS): «Sono molto motivato. Ritengo che questo sia un progetto molto interessante, poiché prevede un’esperienza direttamente sul posto».

     

    Jasmin Huser, 20 anni, Rapperswil-Jona (SG): «Questo progetto mi è stato consigliato da un’amica. Nella vita di tutti i giorni cerco di dare il mio contributo all’ecologia, dalla doccia alla raccolta differenziata».

    Joëlle Perreten, 22 anni, Bussigny (VD): «Molti sanno che è in atto un cambiamento climatico. Ma non tutti sono pronti a fare davvero qualcosa per cambiare la situazione, me compresa. Per me questo progetto rappresenta dunque il momento per dare tutto».

    Janine Wetter, 21 anni, Fehraltdorf (ZH): «A sedici anni ho già preso parte a una spedizione in Antartide per girare un documentario sugli effetti del cambiamento climatico sui pinguini. Trovo importante che si mostri ai giovani quali sono le conseguenze del fenomeno».

  • La regione artica, cinque giovani e una missione: il Swiss Arctic Project cerca partecipanti per un’indimenticabile spedizione scientifica

     

     

    articolo di Daniel Krähenbühl su 20minuti

    ZURIGO - Incantevoli fiordi, immensi ghiacciai e il sole che non tramonta mai. Ma anche gelidi venti e violente tempeste sul mare artico. Sono questi gli ingredienti dell’esperienza che la prossima estate vivranno cinque giovani svizzeri che saranno selezionati per lo Swiss Arctic Project.

    Una spedizione a due passi dal Polo Nord a bordo della nave “MV San Gottardo” che Charles Michel, responsabile del progetto, racconta con entusiasmo: «Lassù sei estremamente vicino alla natura. È una sensazione incredibile». E parla di balene che giocano con le onde, delle renne con i loro piccoli e dei trichechi che prendono il sole.

    Testimoni del cambiamento climatico - Lo Swiss Arctic Project non è tuttavia un viaggio pensato per turisti: si tratta di una spedizione scientifica volta ad aumentare la consapevolezza della popolazione svizzera sulla questione del cambiamento climatico. Un fenomeno, questo, che è particolarmente visibile soprattutto nella regione artica. «I nostri figli dovranno convivere con le conseguenze del riscaldamento globale e saranno costretti a cercare delle soluzioni» sottolinea il responsabile.

    Charles Michel ha lavorato per oltre trent’anni per la televisione svizzera ed è stato attivo in tutto il mondo. Ed è nel corso della sua lunga esperienza che ha potuto vedere con i suoi occhi gli effetti del cambiamento climatico. Effetti che comunque sono visibili anche in Svizzera: soltanto lo scorso anno nelle nostre montagne sono infatti andati persi ben 1,5 miliardi di metri cubi di ghiacciai.

    Ora è dunque fondamentale affrontare la questione. E lo Swiss Arctic Project sta pertanto cercando cinque giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni interessati ad approfondire il tema del cambiamento climatico, fornendo una documentazione scientifica direttamente dalla regione artica. Ma ricordate: il viaggio sarà una vera e propria avventura, in cui i partecipanti saranno alle prese con temperature sotto lo zero, orsi polari e acque gelide. Insomma, sarà una sfida.

    Il messaggio passa dai social media - «Durante la spedizione sarà allestito lo Students Climate Report 2018» spiega Michel. I partecipanti avranno il compito di raccogliere dati e informazioni sul cambiamento climatico, come pure di intervistare politici, parti interessate e ricercatori sul posto. Ma si parla anche e soprattutto di social media, che avranno un ruolo fondamentale nella diffusione delle informazioni (per poter partecipare al progetto è necessario raccogliere il maggior punteggio nella votazione online, vedi box più sotto). Il progetto prevede infatti che i membri della spedizione condividano l’esperienza con i loro conoscenti attraverso i social network, che sia Facebook, Twitter, Youtube, Instagram o un proprio blog.

    Il padrino della spedizione sarà Konrad Steffen, uno dei più noti ricercatori svizzeri nell’ambito delle regioni polari, nonché direttore dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). A livello mondiale Steffen è conosciuto soprattutto per i suoi studi sugli effetti del cambiamento climatico. «I partecipanti - ci dice l’esperto - dovranno affrontare le questioni relative al cambiamento climatico e porsi le relative domande». Per Steffen il progetto con i social media è molto interessante, in quanto i giovani tendono ad ascoltare i coetanei piuttosto che seguire lunghe conferenze proposte dagli esperti. «Lo vedo anche con i miei figli» conclude.

  • Il Municipio di Chiasso sarà presente a Pedrinate per Cambia il Tuo Clima il 15 e 16 settembre 2017 con l'iniziativa "Riutilizzo di mobili". Di cosa si tratta è subito spiegato, pensate che un vostro mobile o oggetto per la casa no vi serva più? Beh, invece di buttarlo lo potrete portare (solo materiale in buono stato) a Pedrinate, chi passerà e troverà ancora utile il vostro oggetto lo potrà prendere gratuitamente e dargli così una seconda vita.

    Nota: se il vostro oggetto è molto voluminoso, fate una foto, stampate un foglio con i vostri recapiti, che chi è interessato potrà contattarvi per il ritiro.

    L'Ufficio Tecnico del comune di Chiasso sarà presente per spiegare a tutta la popolazione, la nuova App Junker.

    Questa App permette di ricevere informazione su come fare la differenziata di ogni singolo prodotto.


    Provatela è facilissima da usare, e col calendario attivo vi informa sulle attività di smaltimento dei rifiuti della città di confine.

    Scarica Junker: AppStore o PlayStore
  • GRAZIE di cuore a tutti i partecipanti, siete stati tantissimi (circa 130), che bello è stato!
    Le attività sono andate benissimo, il film di Ricardo Torres è stato davvero intenso e profondo, Stefania Rossini ha fatto un successone con l'autoproduzione, la conferenza di Massimo Tettamanti ha riempito la sala e le altre attività sono state seguitissime.
    Le cene buonissime, davvero gustose, sane, variate e colorate, bravo Manuel.
    Una cosa davvero riuscita, è stata quella della partecipazione di tanti che hanno aiutato spontaneamente, il vero successo è stato che l'evento era davvero di tutti! Bravi e grazie per l'aiuto!

    Siamo molto contenti anche del fatto che un evento di 2 giorni come il nostro è riuscito a fare pochissimi rifiuti. Sono stati riciclati un po' di carta, diverse bottiglie di vetro, mezzo catino di compostaggio e solo 1 sacco da 35l di spazzatura! Che bello! 

    Dato la bella riuscita di quest'anno si sta già pensando alla prossima edizione, che sarà un po' più calda ;-) a presto e se avete idee scriveteci Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e se volete sostenerci ci manca un qualche dono di sostegno (progettiamo.ch) e abbiamo completato l'opera 2016!